LISTE D’ATTESA: DENUNCIARE NON BASTA.

di Antonello Patta.

I giornali di questi giorni riportano alla ribalta lo scandalo nazionale dei tempi d’attesa nella sanità su cui Il Prc/Se della Lombardia condusse una campagna di denuncia in tutte le Asl e gli ospedali della Lombardia l’anno scorso. (volantino fronte) (vonantino retro).

La denuncia è importante perché le liste d’attesa rappresentano una grave discriminazione di classe: chi è povero rinuncia a curarsi e chi paga ottiene le stesse prestazioni, scandalosamente, quasi subito, in regime intra-moenia o privato. Ma occorre spiegare che:
-Ci sono certamente inefficienze che vanno superate con una migliore organizzazione, possibile, però, solo se unita a una lotta senza quartiere contro le truffe gli sprechi e le clientele.

-Il malaffare, come insegna la vicenda lombarda, è in stretto rapporto con la linea della distruzione del pubblico a vantaggio dei privati. Quindi se si avesse realmente intenzione di risolvere Il problema occorrerebbe fare investimenti per l’assunzione delle migliaia di unità di personale mancanti in tutta Italia, la formazione permanente in servizio dello stesso e soprattutto l’eliminazione del doppio regime per i medici. Esattamente l’opposto di quello che sta facendo questo governo che ha tagliato quattro miliardi di stanziamenti per il 2016 a un sistema sanitario salassato da circa 25 miliardi di tagli tra il 2012 e il 2015. La spiegazione è che Renzi come i governi che l’hanno preceduto, sta mettendo in atto i diktat della Bce che spingono a demolire l’welfare e consegnare i servizi pubblici al mercato in funzione del rilancio dei profitti privati. Una linea perseguita dal finanzcapitalismo in tutto l’occidente come ci dice chiaramente il TTIP che ha lo scopo di rendere queste scelte irreversibili, introducendo vincoli sovraordinati alle leggi degli stati che annullerebbero definitivamente la democrazia, elemento fondante della civiltà occidentale. Nella sanità italiana le privatizzazioni continuano da anni e anche le liste d’attesa, come i ticket sono strumenti per spingere l’opinione pubblica verso il privato e aprire la strada all’ingresso nella lucrosa partita sanitaria delle coperture assicurative private legate al tipo di lavoro dei soggetti, cancellando due principi basilari la solidarietà e l’universalità del sistema.

Milano, 21 marzo 2016
Antonello Patta – Segretario regionale Prc/Se Lombardia.

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