MILANO GIAMBLELLINO / (PRC) NO ALLA REPRESSIONE E ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETA’.

MILANO GIAMBLELLINO / (PRC) NO ALLA REPRESSIONE E ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETA’.

«Chiediamo l’immediata scarcerazione dei giovani e degli attivisti per il diritto alla casa. Chi occupa per necessità non commette un reato; Aler e Regione Lombardia sono i veri responsabili della situazione di degrado del Giambellino Lorenteggio, con 900 alloggi vuoti e lastrati, mentre migliaia di famiglie a Milano ogni anno vengono sfrattate e buttate in mezzo alla strada! Non assegnare le 10000 case popolari sfitte è il vero reato!

Un primo assaggio di cosa ci aspetta con il famigerato Decreto “Sicurezza” lo abbiamo avuto ieri mattina a Milano.

La mattina del 13 dicembre 9 attivisti per il diritto all’abitare, da anni attivi a Milano nel quartiere Giambellino-Lorenteggio, sono stati arrestati e posti ai domiciliari con l’accusa di organizzare il racket delle occupazioni nel quartiere per famiglie indigenti.

Nel corso di tutta la mattinata ingenti forze di polizia hanno sgomberato nove alloggi occupati e il centro sociale, denominato Base Popolare nel quale i giovani antagonisti si riunivano regolarmente e avevano organizzato varie attività di mutualismo sociale tra cui una mensa sociale e una scuola di italiano per bambini e adulti nel quartiere. La Magistratura inquirente ha già ridimensionato i capi di accusa rivolti contro i 9 attivisti, ma il messaggio di intimidazione verso i movimenti per il diritto all’abitare è arrivato ben chiaro! Tutto ciò è inaccettabile!

La stampa, CdS, Repubblica e Il Giorno in testa, ha accolto l’operazione di ieri con grida di giubilo e approvazione, raccontando con dovizia di particolari come il gruppo organizzava le occupazioni.

Il Quartiere tremava di paura e lo sdegno per lo spreco di energie e risorse da parte dello Stato ha toccato tante e tanti che si impegnano quotidianamente perché il quartiere venga riqualificato e le centinaia di case sfitte tornino ad essere assegnate a chi è in graduatoria da anni come a chi è in emergenza abitativa, come previsto dall’Accordo di Programma sottoscritto da Regione, Comune e Aler, ente gestore delle case in questione, che prevede lo stanziamento di complessivi 90 milioni di euro.

Diversi i comunicati di solidarietà con gli attivisti e di disapprovazione dell’operato di Regione e Aler e di denuncia del sostanziale stallo del piano di riqualificazione ottenuto dopo anni di mobilitazione di cittadini, sindacati e associazioni deI quartiere. Risulta evidente da una richiesta di accesso agli atti fatta in Regione dal Sicet che sono già stati persi, per inadempienza sul crono programma dei lavori da parte della Regione, ben 1 milione e 800 mila euro, finanziati dalla Commissione europea per il risanamento di interi stabili in Via Lorenteggio. Le forze politiche al Governo della Lombardia e di Milano, Lega, M5 stelle e PD in testa, non pensino di poter coprire tanto facilmente le loro oggettive responsabilità circa il ritardo di ben due anni nell’avvio dei lavori, con simili operazioni di “pulizia”, buone solo per scatenare la guerra tra poveri e contro i poveri!

Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene non più prorogabile un impegno serio da parte della Regione Lombardia di concerto con il Comune per l’avvio immediato del piano di riqualificazione dell’intero quartiere che prevede un massiccio intervento su diversi civici e stabili in avanzato stato di degrado per pluridecennale mancanza di manutenzione.

Basta con le tergiversazioni e i rimpalli di responsabilità tra Regione e Comune, Basta con sfratti e sgomberi nel quartiere! Che parta il piano di risanamento e che tutte le richieste di regolarizzazione per le famiglie di occupanti in stato di necessità vengano esaminate dalla Commissione comunale competente!Il tempo dei balletti e delle messe in scena istituzionali è finito».

 

Milano, 15/12/2018

Giovanni Carenza – responsabile politiche abitative Prc/SE Lombardia