Mozione sui valori della Resistenza Antifascista e dei principi della Costituzione Repubblicana approvata a maggioranza nel comune di Pianengo (CR).

Pubblichiamo di seguito la Mozione sui valori della Resistenza Antifascista e dei principi della Costituzione Repubblicana approvata a maggioranza nel comune di Pianengo (CR) presentata dal consigliere di maggioranza della Lista di Sinistra “Insieme per Pianengo” – Andrea Serena.

OGGETTO:

“Valori della Resistenza Antifascista e dei principi della Costituzione Repubblicana, atto di indirizzo politico amministrativo”.

Premesso che la città  e la provincia di Cremona, di cui Pianengo è parte, ha dato un contributo significativo alla Guerra di Liberazione dal nazifascismo come dimostrano i numerosissimi caduti e le centinaia di uomini e donne presenti nelle formazioni partigiane di tutto il nord Italia.

Ritenendo fermamente che tutte le iniziative e manifestazioni, proposte da associazioni e organizzazioni politiche e sociali o da singoli soggetti, che si richiamino ad ideali e simboli fascisti o nazisti e diffondano idee e comportamenti ispirati a sentimenti antidemocratici, all’odio razziale e di genere, all’omofobia, all’antisemitismo, al suprematismo ed alla negazione dei diritti e delle libertà, siano da condannare.

Ricordando altresì che i valori della libertà, del diritto, della solidarietà, dell’eguaglianza, costituiscano  il fondamento della convivenza democratica.

Richiamato l’articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti umani (adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948), il quale dispone che a ogni individuo spettino tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella  Dichiarazione stessa, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra considerazione;

Richiamati i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica ltaliana ed in particolare quelli descritti agli artt.2 e 3, i quali recitano: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” e:  “…Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Evidenziato che la Costituzione della Repubblica italiana al punto Xll delle Disposizioni transitorie e finali testualmente recita: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista…”

Vista la legge n. 645/1952 (cd. Legge Scelba) di attuazione della Xll disposizione transitoria e finale della Costituzione, che punisce la riorganizzazione del disciolto partito fascista dettando la disciplina definitoria e sanzionatoria dei reati di apologia e manifestazioni fasciste.

Visto, inoltre, l’articolo 3 della legge 634/1975, intitolata “Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale”, il cui articolo 3, in particolare, stabilisce che è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Vista, infine, la legge 205/1993 (cd. Legge Mancino) che:

punisce chiunque propagandi idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istighi a commettere o commetta atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; punisce chiunque istiga, con qualunque modalità, a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; vieta, infine, ogni riorganizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi e pratiche l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici o nazionali.

Tenuto conto dell’art. 17 (Divieto di abuso del diritto) della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, il quale stabilisce che nessuna disposizione, contenuta nella Convenzione stessa, può essere interpretata come implicante il diritto per uno Stato, un gruppo o un individuo di esercitare un’attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libertà riconosciuti nella Convenzione o porre a questi diritti e a queste libertà limitazioni più ampie di quelle previste in detta Convenzione.

Constatato che lasciare spazio sotto qualsiasi forma a manifestazioni, associazioni e organizzazioni dichiaratamente razziste, xenofobe, omofobe, antidemocratiche e spesso esaltanti la violenza, può contribuire a creare sul territorio relazioni e reti di complicità ed un pericoloso spirito di emulazione soprattutto in settori della popolazione giovanile spesso inconsapevoli dei disastri che certe esperienze già provocarono nella nostra storia.

Considerato che le garanzie a tutela dei diritti sopra menzionati possono essere rafforzate anche in via amministrativa, mediante l’introduzione di opportune disposizioni nel testo dei regolamenti comunali.

Ritenendo necessario adottare misure contro ogni espressione e manifestazione di neofascismo, neonazismo, discriminazione e intolleranza, individuando le forme e le modalità più efficaci per il mantenimento della memoria storica della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica Italiana e per sensibilizzare la cittadinanza sui nuovi fascismi e nazifascismi.

Dato atto che il presente dispositivo costituisce un mero atto di indirizzo e come tale non necessita del parere di cui all’art. 49 del D. lgs. N. 267/2OOO.

Tutto ciò premesso il Consiglio Comunale chiede al Sindaco e alla Giunta:

1) di promuovere iniziative culturali in collaborazione con le scuole e nei luoghi di aggregazione affinché sia mantenuta la memoria storica;

2) di promuovere iniziative che consentano di portare all’attenzione della popolazione, in particolare dei più giovani, il problema dei nuovi fascismi;

3) di dare mandato agli Organismi competenti di riformulare i regolamenti comunali (es. occupazione suolo pubblico, concessione spazi e sale comunali, ecc.) adeguandoli ai principi sopra esposti, al fine anche di includere, al momento della richiesta di autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento dei valori antifascisti e di democrazia espressi nella Costituzione italiana.

 

22 Febbraio 2018 – Pianengo (CR).

Serena Andrea Consigliere lista “Insieme per Pianengo”