Il governo Renzi prosegue la vergognosa campagna avviata da Lega Nord e Forza Italia, da Brunetta e Berlusconi contro le lavoratrici e i lavoratori pubblici accusati di essere troppi e fannulloni.Questo linciaggio mediatico serve soltanto a giustificare i tagli alla spesa pubblica che colpiscono i servizi pubblici, i diritti dei cittadini, le lavoratrici e i lavoratori.

Per questo non si dice che:

Da 6 anni ai lavoratori pubblici non viene rinnovato il contratto con un calo consistente della loro retribuzione, a riguardo il governo Renzi continua sulla stessa linea di Berlusconi, Monti e Letta.

Sono di meno rispetto ai principali paesi europei, nel 2013 l’Italia aveva 5,5 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti contro gli 8,5 della Francia e gli 8,3 della Gran Bretagna. In Italia la carenza cronica di infermieri, insegnati, pompieri, bibliotecari e ricercatori mette a rischio i servizi pubblici essenziali.

Costano di meno rispetto ai principali paese europei, nel 2015 la spesa procapite annua per le lavoratrici e i lavoratori pubblici è più bassa di 217,00 euro rispetto alla media europea, addirittura di 974,00 euro rispetto alla Gran Bretagna e di 539,00 euro rispetto alla Francia.

Sono più vecchi rispetto ai principali paesi europei, nel 2014 l’età media delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici è di 49,2 anni, sei anni in più che nel 2001. Questo perché i giovani non possono accedere al pubblico impiego se non come precari, a causa del blocco del turn-over e della controriforma Fornero delle pensioni.

Con questo attacco ai dipendenti pubblici il governo Renzi si colloca decisamente su quella che è sempre stata la linea delle destre: riduzione del ruolo pubblico e dell’welfare a vantaggio del privato, restringimento  dei diritti dei lavoratori a vantaggio dell’impresa, trasformazione dei diritti in merci, welfare minimo caritatevole per i più poveri.  Mentre il governo Renzi difende i pochi, ricchi e privilegiati, noi stiamo dalla parte di chi vuole un lavoro tutelato, servizi pubblici di qualità ed il rispetto dei diritti fondamentali. Per questo insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori pubblici ci battiamo per: un contratto dignitoso, la stabilizzazione dei precari, contro i tagli e le privatizzazioni, per cancellare la controriforma Fornero delle pensioni per lavoratori pubblici e privati e perchè il turn-over sia coperto con l’assunzione dei giovani.

La Segreteria regionale Prc/Se Lombardia

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Pubblico Impiego

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