SCRP, Partecipate cremasche verso un triste epilogo

Come PRC Cremasco riteniamo importante intervenire in merito alla polemica scatenatasi intorno al riassetto societario di SCRP, la partecipata cremasca.

Come partito avversammo fin da subito la liquidazione a favore dei privati, di servizi essenziali frutto di sacrifici e investimenti da parte del nostro territorio e dei suoi cittadini.

La nostra proposta di andare verso una riorganizzazione che puntasse all’efficientamento della società, con consigli di amministrazione partecipati da rappresentanti dei lavoratori e utenti, a garanzia di investimenti oculati e attenti, purtroppo non è mai stata presa in considerazione e nel giro di pochi anni, gas, rifiuti, piscine, parcometri, teleriscaldamento, manutenzioni pali luce ecc. sono stati esternalizzati.

Questo grande calderone che metteva d’accordo centro destra e centro sinistra, anche difronte a risultati a volte insoddisfacenti, pare essere entrato in cortocircuito, alcune amministrazioni si sono rese conto che tenere in vita una società che oramai non gestisce più servizi essenziali per il territorio e non ha una chiara missione aziendale ( vedi la proposta di sede unica di committenza appaltante ancora non operativa) non avesse nessun senso, portandoli a recedere dalla società e incamerare le quote in base al patrimonio dichiarato da SCRP.

SCRP, non contenta delle imbarazzanti operazioni precedenti di continui cambi statutari, bandi mal gestiti e molteplici consulenze spesso in contraddizione tra di loro oltre che ben pagate, decide di fare attendere questi sindaci e intavolare l’ennesima alchimia societaria dalle finalità poco chiare.

Questo riassetto societario oltre a non convincere gli 8 sindaci fuoriuscenti che infatti decidono di diffidare la società per possibili danni erariali, non convince neanche altri sindaci che decidono di consultare un revisore dei conti per avere un parere sulla operazione.

Arrivano i pareri negativi del revisore dei conti sentito da Pianengo, che infatti decide di sospendere la votazione, del nuovo statuto e riorganizzazione societaria, in consiglio comunale, arrivano il parere  negativo del revisore di Vaiano Cremasco, che evidenzia una mancanza di parametri economici che quantifichino gli effetti dell’operazione, avvalorando i sospetti dei fuoriuscenti di una operazione atta a rallentare l’indennizzo e ridimensionarne l’importo, infine arriva il ripensamento del comune di Offanengo che ne sospende l’approvazione.

Non siamo in grado di intravedere le evoluzioni di una vicenda che diviene sempre più ingarbugliata e che sta disorientando molti sindaci preoccupati di salvaguardare il patrimonio comunale e le funzioni, ma certamente la missione pubblica e l’interesse collettivo paiono essersi arresi ad interessi privati sempre più pressanti e a partiti di centro destra e centro sinistra sempre più disposti ad assecondarli, tuttalpiù ad azzuffarsi per avere un maggiore peso specifico nella società  a favore dei propri gruppi di appartenenza, questi giochi di potere a danno della collettività non ci appartengono.

Gesù cacciò i mercanti dal tempio perché ne profanavano il vero fine, pare che nel Cremasco abbiano cacciato i servizi comunali dal tempio ma i mercanti siano rimasti.

La Segreteria del Partito della Rifondazione Comunista di Crema