“I lavoratori morti ieri a Milano e Torino sono solo gli ultimi di una carneficina degli ultimi 10 anni. Sono 13 mila i caduti sul lavoro censiti dall’Osservatorio indipendente di Bologna. A ciò si devono aggiungere le invalidità e le malattie invalidanti, come nel caso del flagello di chi ha lavorato a contatto con l’amianto.

Per questo oltre il lutto e il sincero cordoglio per le vittime e le loro famiglie, occorre investire subito e in modo consistente nella sicurezza, nei controlli e nella formazione, rendicontando ogni mese cosa si è fatto, soprattutto non aspettando i prossimi morti.

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