SINISTRA: «EPPUR SI MUOVE»

Il travagliato cammino per la costruzione di un soggetto unitario alternativo al PD arenatosi più volte negli ultimi anni trova nuova linfa nei percorsi promossi da moltissimi soggetti locali (liste civiche, movimenti e comitati.

Questi hanno già prodotto due importanti e riusciti incontri nazionali, il primo l’undici di dicembre a Roma “Ricominciamo dal NO(I)” promosso dalle “Città in Comune” ed il secondo il diciotto gennaio a Bologna sul tema “Costruiamo l’Alternativa”.

I documenti emersi dai due appuntamenti fanno sperare che quanto non è riuscito nei percorsi dall’alto del recente passato possa partire grazie all’iniziativa dal basso che sta vivendo nei territori.

Per via dell’interesse che rivestono pensiamo di fare cosa utile pubblicandoli di seguito.

 

POLITICA IN COMUNE – Assemblea “Ricominciamo dal NO(i) dell’11 dicembre 2016

Comunicato finale

Come promotori e partecipanti agli incontri di “politica in comune”, in occasione dell’assemblea nazionale dell’11 dicembre a Roma, riaffermiamo la necessità di far dialogare e unire tutte le forze che a sinistra hanno contribuito alla straordinaria vittoria del No alla revisione costituzionale proposta dal governo Renzi.

Questa vittoria deve spingerci a far maturare nel nostro paese un profondo cambiamento politico, economico e sociale, che dia rappresentanza alle tante domande presenti nella società per la giustizia, la democrazia, il lavoro, i diritti sociali, la salvaguardia dell’ambiente, un’economica sostenibile. La Costituzione ora deve essere attuata compiutamente; e anzi il suo orientamento ideale rappresenta per noi l’indirizzo politico-programmatico di una nuova stagione della sinistra.

Dopo anni di separazione tra paese e istituzioni, società e politica riteniamo si debba andare alle elezioni generali con una legge elettorale che non può non avere un impianto proporzionale, in grado di dare effettiva rappresentanza a tutti gli orientamenti e sensibilità presenti nella società italiana, oltreché in contrasto con lo schiacciamento maggioritario del sistema politico, di cui sono evidenti i danni prodotti. Starà poi a noi lavorare a costruire, con il metodo della “politica in comune”, un’alternativa politica a tutte le forze neo-liberiste, Partito democratico compreso.

Serve una politica capace di valorizzare la dimensione democratico-partecipativa nelle comunità locali, attraverso il sostegno alle tante liste civiche che si sono misurate nelle diverse elezioni amministrative che si sono succedute, e il protagonismo sociale e culturale che si esprime in associazioni, movimenti, civismo, nei loro conflitti, nelle loro campagne. Il tutto con il decisivo contributo di una rinnovata e non autoreferenziale sinistra politica, capace di superare la frammentarietà organizzativa, la subalternità politica, le chiusure ideologiche.

  • Noi vogliamo dare un contributo alla costruzione di uno spazio aperto e inclusivo, plurale e cooperativo, dove ciascuno, ciascuna possano fare la propria parte per costruire una nuova stagione di cambiamento.

E per questo c’impegniamo a lavorare per realizzare tre obiettivi:

 

*   La costruzione di una proposta legata al “metodo” che deve essere alla base di quello spazio politico che intendiamo offrire. La forma è importante quanto il contenuto, le pratiche significative quanto i programmi, i comportamenti quanto i documenti. Bisogna mettere al bando derive autoreferenziali e politiciste per dar vita a forme e procedure partecipative, che incidano in modo radicalmente nuovo sul come si sta insieme, su come si decide, su come si formano nuove soggettività dal basso verso l’alto, forme e procedure non schiacciate su schieramenti, posizionamenti, assetti. Ciò significa inoltre riconoscere e valorizzare la pari dignità delle diverse forme della politica presenti a sinistra, che insieme si sono impegnate, ciascuna con un proprio ruolo, nella battaglia referendaria, e che possono allo stesso modo costruire una sinistra larga e plurale, un campo della trasformazione, in grado di misurarsi in modo innovativo con le prossime scadenze elettorali. E su questi temi c’impegniamo infine a promuovere un’assemblea nazionale entro gennaio, invitando le realtà locali a organizzare iniziative in preparazione di quest’appuntamento centrale.

 

*   Il contributo alla vittoria nei prossimi appuntamenti politici e sociali contro le politiche neo-liberiste attuate in questi anni. Proprio perché per noi la sinistra o è sociale o non è e la politica o è cambiamento sociale o non è, si svolgano o meno nel 2017 le elezioni politiche, chiediamo che si possano celebrare i referendum sul lavoro, su cui la Cgil ha raccolto più di tre milioni di firme. Ci impegniamo altresì a contribuire alla costituzione di Comitati per il Sì per sostenere la prossima campagna referendaria.

 

*   Il prosieguo del nostro percorso di “politica in comune”, attraverso un rafforzamento della comunicazione e della collaborazione tra le nostre realtà e allargando l’ambito del lavoro e delle iniziative fin qui svolte, attraverso un collegamento organico con le esperienze che si ritroveranno il prossimo 18 dicembre a Bologna, con le quali condividiamo il percorso politico e culturale, i temi del confronto e la domanda di un cambiamento radicale. Rivolgiamo pertanto ai promotori dell’iniziativa bolognese l’invito a incontrarci e continuare il nostro lavoro insieme.

 

DOCUMENTO ASSEMBLEA BOLOGNA 18 DICEMBRE: COSTRUIRE L’ALTERNATIVA.

Costruire l’alternativa: ci mettiamo in cammino.
La vittoria del No il 4 dicembre ha smentito ancora una volta la favola dell’Italia addormentata, pacificata e inerte nel consenso al governo delle élite economiche. Non è vero che i cittadini del nostro paese sono rassegnati, sconfitti e addomesticati. Il dissenso nei confronti di politiche economiche e sociali sbagliate e violente cresce. Non ha rappresentanza, non ha sbocchi di alternativa reale, ma c’è.

Su tanti temi, in questo paese, noi siamo la maggioranza. La maggioranza invisibile e dimenticata: quelli che non hanno una rendita a garantire privilegi, quelli che devono lavorare per vivere, quelli che cercano lavoro e sono stufi di trovarlo solo precario e sottopagato, quelli che il lavoro se lo inventano in partita iva o in imprese artigiane, quelli che non possono permettersi la sanità a pagamento, la scuola privata, le tasse universitarie, quelli che vorrebbero sapere se e quando avranno una pensione, quelli che sono preoccupati dalla devastazione del territorio e del riscaldamento climatico.

Quando è troppo è troppo! Non siamo un Paese addormentato. L’Italia è piena di esperienze, movimenti, laboratori. Persone che possono incontrarsi, riconoscersi, e mettersi in cammino insieme.

Per questo ci siamo incontrati a Bologna in un’assemblea con centinaia di persone da Torino a Palermo, dal Salento a Trieste, da Milano, a Napoli, da Ancona a Padova, da esponenti di liste civiche, forze politiche, parlamentari ed europarlamentari ad associazioni, movimenti e singoli attivisti. È stata una grande assemblea, organizzata dal basso, cresciuta giorno dopo giorno sul web e sui territori, autofinanziata.

Ci siamo incontrati per dire che ci siamo e che serve uno spazio pubblico dell’alternativa, un fronte popolare e vivo, aperto a tutte e tutti, un luogo non di semplice unità e sommatoria, ma di convergenza tra diversi, una proposta che possa concorrere alle prossime elezioni in alternativa agli altri poli esistenti. Una proposta politica di questo tipo non può scaturire né dal tavolo dei partiti, nè dall’ennesimo appello della società civile, ma deve nascere dall’impegno sui territori e nelle lotte, dal percorso dal basso che dobbiamo costruire tutte e tutti insieme. Serve un progetto differente dalla solita politica che ci ha dato negli anni molte delusioni e poche risposte concrete, e che oltre ad essere differente sia in grado di fare la differenza.

Non esistono ricette semplici, ma ci mettiamo in cammino per Costruire l’alternativa.

La Carovana dell’alternativa

Spesso quando finiscono le assemblee tutti si chiedono “sì, ok, ma ora che si fa?”

Sappiamo che l’alternativa non si costruisce da sola, per questo parte oggi una grande carovana, un cammino per scrivere collettivamente il programma dell’alternativa, prendere in mano il nostro destino, far incontrare e conoscere le tante esperienze territoriali, le liste civiche, le esperienze politiche locali e nazionali, i movimenti, le associazioni i tanti attivisti, le tante e tanti cittadini che hanno ancora voglia di provarci.

La Carovana dell’alternativa ha l’obiettivo di mettere in rete esperienze collettive e singoli attivisti in un percorso finalizzato alla scrittura dal basso del programma dell’alternativa, cooperando e mettendo insieme competenze individuali e collettive.

Cosa facciamo concretamente? Ecco alcune piccole “istruzioni per l’uso”.

  • Contattaci e organizziamo una tappa della carovana nella tua città in cui discutere di proposte concrete e pratiche da realizzare sul territorio dandoci anche modalità di coordinamento organizzativo nazionale.
  • Moltiplichiamo le reti, i contatti, le relazioni con le realtà territoriali. Facciamo in modo che questo percorso sia un crocevia di esperienze che rompono la solitudine sui territori e si mettono in cammino assieme
  • Ogni tappa deve essere pensata per garantire una discussione ampia, aperta, con facilitatori che assumono il compito di garantire una discussione vera e non pre-costituita contribuire alla scrittura del programma nel percorso della carovana e di individuare punti di vertenza e battaglia locale coinvolgendo reti sociali, soggetti politici, liste civiche, movimenti e singoli cittadini.
  • Incontriamoci in primavera in una grande tappa nazionale.

Ma le idee da sole non bastano. La campagna referendaria ci ha mostrato la forza che abbiamo, quando siamo uniti, organizzati e mobilitati. Dobbiamo continuare a stare per strada e a dare battaglia. A dare battaglia perché il governo faccia votare i cittadini sui referendum per cancellare voucher e licenziamenti facili e si torni subito dopo al voto con una legge elettorale che faccia pesare allo stesso modo il voto di tutti i cittadini.

Dobbiamo metterci in gioco, tutti quanti, non solo nella scrittura di un programma, ma anche e soprattutto in una battaglia concreta: una campagna sociale e politica sul lavoro, la precarietà e la redistribuzione, che tolga ai pochi che hanno tanto, per dare ai tanti che hanno poco. Anche per questo costruiremo comitati di supporto ai referendum promossi dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher, per il ripristino dell’articolo 18 e della clausola sociale negli appalti. Serve dare parola ai cittadini il prima possibile, con o senza elezioni politiche. Dobbiamo mobilitarci, scendere in piazza. Daremo battaglia per mandare a casa il governo Renzi Bis – Gentiloni e cambiare il nostro paese a partire dalla lotta contro lo sfruttamento e la precarietà, per l’uguaglianza.

La connessione tra maggioranze sociali e alternativa politica non nascerà in astratto, ma solo da un lungo cammino fatto insieme, che possa far emergere, finalmente, l’alternativa dal basso di cui abbiamo bisogno.

Mettiamoci in cammino.

 

DOCUMENTO CITTA’ IN COMUNE RILANCIO PERCORSO UNITARIO

(21 dicembre 2016)

 

Abbiamo partecipato con convinzione all’assemblea di domenica scorsa (“Costruire l’alternativa”, Bologna, 18 dicembre).  Ne abbiamo condiviso il senso, oltreché l’obiettivo, e apprezzato l’appassionata tensione che l’ha animata, nonché i contenuti programmatici emersi e l’esplicita volontà di costruzione di un polo politico autonomo e alternativo, che costituiscono una importante base comune.

Aspetti e caratteristiche che hanno confortato la  sollecitazione a condividere lo stesso percorso unitario e l’invito a collaborare rivolto dalle 500 persone, attivisti, militanti politici , amministratori locali,  riunite l’11 dicembre scorso nell’incontro nazionale “Ricominciamo dal No(i)”.

A noi di Politica in comune interessa soprattutto cogliere lo slancio unitario che sta finalmente attraversando e contagiando il tessuto sociale e culturale della sinistra italiana, che si è felicemente mobilitato nella battaglia referendaria. Lo stesso che è emerso dall’incontro di domenica scorsa, grazie al quale siamo sicuri potremo insieme impegnarci nel prosieguo del percorso che sia a Bologna, sia a Roma è stato unanimemente invocato.

Confermiamo pertanto l’invito alle realtà territoriali di indire, sulla base degli appelli lanciati da Roma e da Bologna,  assemblee e riunioni aperte a ogni soggettività politica e sociale, civica e culturale, in preparazione di un nuovo appuntamento nazionale, dove individuare metodi, criteri e regole per delineare quelle nuove forme politiche unitarie di cui ha bisogno la sinistra nel nostro paese.

Poiché, al di là delle valutazioni di ciascuno e di ciascuna, siamo in presenza di un’accelerazione politica che c’impone di consolidare i processi unitari in corso, per consentire a tutti noi di sentirsi democraticamente rappresentati e partecipi.

Nelle due assemblee si è indiscutibilmente affermata la convinzione che l’unità non solo è necessaria, ma è anche possibile.

Dobbiamo quindi lavorare a intrecciare e valorizzare i diversi percorsi politici, le tante energie che si sono espresse a Roma e Bologna. Va da sé che risulterebbe grottesco, oltreché tombale, dividersi per realizzare l’unità.