Campagna Internazionale per la sospensione delle Sanzioni al Venezuela.

Campagna Internazionale per la sospensione delle Sanzioni al Venezuela.

Care-i compagne-i,

Vi invio il testo base della “Campagna contro le sanzioni al Venezuela”. Voglio sottolineare l’importanza di questa Campagna internazionale in questo periodo critico per il Venezuela. Come sappiamo, oltre alla pandemia del Covid-19, il Paese è sottoposto a una guerra multi-dimensionale (economica, finanziaria, diplomatica, commerciale, mediatica, militare…) della quale le sanzioni sono una parte fondamentale.

Le firme di adesione alla campagna dovranno essere inviate il prima possibile a:

nosanciones@gmail.com

Trattandosi di una campagna internazionale, che stiamo lanciando anche come Partito della Sinistra Europea, è utile che con la firma si menzioni il Paese ITALIA in evidenza. L’idea è che nel mese di Luglio (e ove possibile Agosto) si possano raccogliere le firme di figure istituzionali (parlamentari, sindaci, consiglieri, etc.) accademici e intellettuali, sindacalisti, personalità della cultura e dell’arte, dei movimenti di solidarietà, associazionismo, esponenti religiosi, giornalisti, etc.

La campagna sta crescendo in maniera esponenziale ed ha già le adesioni di moltissime organizzazioni politiche e sindacali (una per tutti quella del Public Services International, Federazione Sindacale Internazionale che riunisce più di 700 sindacati in rappresentazione di circa 30 milioni di lavoratori e lavoratrici in 154 Paesi).

Certo di poter contare sul vostro appoggio, vi invito a dare la massima pubblicità alla campagna (siti web, Facebook Twitter, Instagram, etc).

Grazie e Buon lavoro

Marco Consolo – Resp. Area Esteri e Pace – PRC-SE

Noi sottoscritte/i riteniamo che le misure coercitive unilaterali attuate e intensificate dal presidente Trump contro il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela siano illegali e ingiustificate. Inoltre, nelle attuali circostanze che l’umanità sta affrontando con la pandemia di Covid-19, diventano misure disumane che minano lo sforzo internazionale per superare l’attuale difficile situazione.

Questa decisione potrebbe costare la vita a molte-i Venezuelane-i e negare al Venezuela l’accesso al cibo, alle medicine e alle forniture sanitarie essenziali.

Notiamo che una vasta gamma di voci a livello internazionale – tra cui Sua Santità Francesco I, il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, il Movimento dei Non Allineati (Mnoal), ALBA-TCP, UNASUR, l’UE (Josep Borrell, il “Ministro degli Esteri” dell’UE lo ha pubblicamente richiesto per tre volte), senatori statunitensi, numerosi governi dell’America Latina e dei Caraibi, CARICOM, la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (ECLAC), la Confederazione Sindacale delle Americhe (CSA) e la Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC), la Federazione Mondiale dei Sindacati (WFTU), e molte federazioni sindacali nazionali (tra cui l’UGT, la più grande confederazione sindacale nazionale spagnola, e le CC. OO), la CGTP-IN del Portogallo; così come i partiti sia a favore, che contro il governo del Venezuela stesso, e molti altri – hanno invitato gli Stati Uniti ad abbandonare questo approccio di sanzioni sempre più punitive contro il Venezuela.

In una lettera a Mike Pompeo ed al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, 11 senatori statunitensi hanno osservato che, mentre Paesi soggetti a sanzioni come il Venezuela stanno “lottando per rispondere alle loro crisi sanitarie interne, le sanzioni statunitensi stanno ostacolando il libero flusso di forniture mediche e umanitarie disperatamente necessarie a causa dell’ampio effetto paralizzante delle sanzioni su tali transazioni, anche quando esistono esenzioni tecniche”.

Come è noto, le sanzioni economiche statunitensi – illegali secondo il diritto internazionale – sono in realtà misure coercitive unilaterali imposte dal governo degli Stati Uniti alla Repubblica Bolivariana del Venezuela che non solo violano la Carta delle Nazioni Unite e il quadro giuridico internazionale, ma generano anche un impatto negativo sul godimento dei diritti umani, sia civili che economici, sociali e culturali, che si accentua nel contesto dell’espansione globale di Covid-19.

Questo è stato uno dei punti centrali espressi da Alfred de Zayas, ex esperto indipendente per la promozione di un ordine internazionale democratico ed equo delle Nazioni Unite, durante la videoconferenza “Misure coercitive unilaterali, armi di distruzione di massa”.
Queste misure hanno devastato l’economia del Venezuela, creando una carenza di cibo e medicine, impoverendo la nazione e spingendo molti Venezuelani a lasciare il Paese. Il popolo venezuelano non ha bisogno di sanzioni, ma di un dialogo costruttivo e di aiuto.

La Ministra degli Esteri spagnola Arancha Gonzalez Laya, il cui governo sostiene con forza la possibilità per i Paesi sanzionati di acquistare medicinali, forniture sanitarie e altri materiali per combattere la pandemia, ha detto una verità straziante: “Finché non siamo tutti al sicuro, nessuno è al sicuro”.

Ora è il momento della cooperazione internazionale e dell’umanitarismo nella lotta contro il virus Covid-19 e i suoi effetti devastanti in tutto il mondo. Come firmatari di questa dichiarazione, ci uniamo al crescente numero di voci internazionali che chiedono l’immediata revoca delle sanzioni statunitensi.

C’è un precedente per la sospensione delle sanzioni sull’approvvigionamento di input vitali per salvare la vita di migliaia di esseri umani, con la creazione del meccanismo commerciale INSTEX che ha permesso una prima transazione di materiale medico con l’Iran, uno dei Paesi più colpiti da Covid-19, il 31 marzo 2020. Questo precedente nelle condizioni attuali stabilisce un precedente molto importante.

Identificare tutte le istituzioni finanziarie che trattengono illegalmente risorse appartenenti allo Stato e al popolo venezuelano (diretta conseguenza dell’extraterritorialità delle sanzioni statunitensi) e chiedere che tali risorse siano immediatamente e incondizionatamente restituite al loro legittimo proprietario attraverso l’INSTEX e che le transazioni richieste dal Venezuela in termini di cibo, medicinali e forniture sanitarie siano effettuate attraverso lo stesso canale.

Di seguito è riportato un elenco delle risorse detenute illegalmente e delle banche trattenute.