RIFONDAZIONE: PERCHÈ DOBBIAMO FERMARE SUBITO QUESTA GUERRA

RIFONDAZIONE: PERCHÈ DOBBIAMO FERMARE SUBITO QUESTA GUERRA

La guerra porta guerra; la guerra porta distruzione, violenza, perdite; la guerra uccide e fa morire. Porta anche migrazioni, le donne pagano un prezzo altissimo e il loro corpo diventa bottino di guerra.  La guerra, tutte le guerre, sono figlie del patriarcato e di logiche di mercato.

Come Christa Wolf faceva dire a Cassandra “Tra uccidere e morire c’è una terza via, vivere”

Non tutto finisce quando termina una guerra perché, al termine del conflitto, oltre all’opera di ricostruzione dei luoghi, comincia un altro percorso necessario ma ancora più difficile da realizzare: quello di una ricostruzione dei pensieri e dei rapporti tra le comunità.

Nessuno sta lavorando per la pace: continuiamo ad inviare armi, finanziamo gli eserciti e la maggioranza dei pensieri è orientata alla vittoria dell’Ucraina e non ad un accordo tra le parti. Le parole recenti del segretario generale della Nato Stoltenberg ne sono una conferma: “l’Ucraina può vincere questa guerra”. Non solo queste parole sono un chiaro incentivo a continuare le ostilità, ma anche l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato di certo non faciliterà la distensione e potrebbe mettere in pericolo l’intera Europa.

Altrettanto grave è il fatto che il Presidente del Consiglio dei ministri Draghi sia andato da Biden senza passaggio parlamentare e che la lista degli argomenti trattati in questo incontro sia secretata.

QUALCHE EFFETTO DELLA GUERRA

Avremo un autunno difficile con povertà che aumenteranno e una probabile crisi economica e sociale. Aumenteranno anche i profughi per fame perché dall’Ucraina, che è il granaio di tutti, non sta arrivando più il grano.

Le conseguenze già si fanno sentire sulla nostra economia, dove i rincari già attuati sul fronte energetico sono stati estesi anche a quello alimentare con aumenti dal 20 al 30%. Questo andamento sta trovando riscontri anche nel resto del mondo, dove le economie più fragili stanno già entrando in crisi.

In Iran ci sono state proteste di massa contro l’aumento dei prezzi, il governo ha aumentato i prodotti a base di farina del 300%, ha aumentato i prezzi dell’olio vegetale e dei prodotti lattiero-caseari.

L’India, l’altro paese granaio, per garantire la sicurezza interna ha sospeso le esportazioni di grano, facendo così vacillare le speranze occidentali di poter sostituire il rifornimento dall’Ucraina.

L’Africa, già con gravi problemi alimentari e un tasso di povertà elevato moltiplicherà i poveri e farà scoppiare altre guerre interne che produrranno profughi.

Avremo quindi un aumento di situazioni di povertà e necessità: quelle interne e quelle che arriveranno

Bisogna lavorare affinché l’obiettivo sia di fermare la guerra e non quello di vincerla e quindi dobbiamo costruire una grande movimento per la pace che sappia includere allo stesso tempo anche il tema sociale.

Basta guerre. No all’aumento di spese militari. Disarmo totale. Più soldi per sanità, scuola, lavoro.

Milano, 18 maggio 2022

Fabrizio Baggi, segretario regionale

Giovanna Cardarelli, responsabile regionale internazionalismo

Partito della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea – Lombardia