6 DICEMBRE, TORINO – ITALIA. DALLA CITTA’DELLA THYSSEN UN MESSAGGIO A CHI LOTTA PER LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO: REDIMERE I MORTI, TRASFORMARE IL PRESENTE

Era la notte tra il 6 e il 7 dicembre 2007 quando un inferno di fuoco si scatenò sulla linea cinque dello stabilimento Thyssenkrupp di Torino, in cui morirono arsi vivi sette operai (4 bruciati vivi, altri 3 dopo giorni di terribile agonia) Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, “Fu una strage – hanno dichiarato Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro, Alberto Deambrogio, segretario regionale, Fausto Cristofari, segretario provinciale del PRC-SE -, ma nonostante la condanna i manager Thyssen Espenhahn e Priegnitz sono ancora oggi in libertà in Germania, alla pari di molti altri imprenditori italiani che hanno il solo profitto come ordinatore etico della loro vita e attività professionale”.


Oggi i familiari di quelle vittime hanno davanti a loro un odioso muro di gomma eretto dalla giustizia di un altro paese europeo e vivono giustamente uno stato di disperazione impotente. La loro sofferenza è esemplificativa di una condizione diffusa a molte altre persone, che non sanno dove guardare e riferirsi per ottenere giustizia a seguito della perdita sul lavoro di un loro caro. La situazione è come noto fuori controllo: si muore persino all’interno dei percorsi scuola-lavoro, cioè in un infernale meccanismo in cui l’istruzione è sottoposta alla regola economica”. “In Piemonte ad oggi i morti sul lavoro 2022 sono 50. Noi pensiamo che il miglior modo per dare una qualche forma di senso al dolore dei famigliari delle vittime Thyssen e, attraverso loro, a tutte le persone coinvolte in tragedie simili sia quello di lavorare, come diceva Walter Benjamin, per redimere i morti e trasformare il presente”.


Per questo – hanno concluso Patta, Deambrogio e Cristofarisiamo impegnati a sostenere e far crescere la Rete 6 dicembre, costituita da diverse associazioni, e a partecipare alla giornata di mobilitazione nazionale da loro indetta  manifestando  anche a Torino il 6 dicembre prossimo:
– alle 11 presso il cippo (parco Pellerina, sul lato opposto all’acciaieria di corso Regina Margherita 400) che intitola quella parte del parco alle Vittime del rogo del 6/12/2007 nello stabilimento
Thyssenkrupp di Torino;
– alle 17 davanti al Murales dedicato a quei lavoratori in c.so Valdocco angolo via S.Chiara.

Tra gli elementi qualificanti della sua piattaforma si trova l’impegno per il rilancio di sistemi di prevenzione e controllo, l’inasprimento di sanzioni penali per mancato adempimento degli obblighi relativi a salute e sicurezza, l’istituzione di una apposita Procura Nazionale dedicata a questi temi, l’Introduzione del reato di omicidio sul lavoro, il ripristino del testo originale del D.lgs. 81/08.
Il fatto di avere in campo una soggettività plurale e unita dà il segno di un possibile salto di qualità nelle lotte efficaci per la trasformazione di uno stato delle cose da troppo tempo stagnante”.