RIFONDAZIONE MONZA E BRIANZA: 1996 – 2021 CONTRO LA PEDEMONTANA PER UNA POLITICA COMPLESSIVA DEI TRASPORTI PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

RIFONDAZIONE MONZA E BRIANZA: 1996 – 2021 CONTRO LA PEDEMONTANA PER UNA POLITICA COMPLESSIVA DEI TRASPORTI PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

In questi giorni si torna a parlare di Pedemontana a cui era stata messa la sordina per mancanza di fondi. Il centrodestra lombardo e i grandi costruttori sono ora convinti di poterla realizzare, traendoprofitto dalla gigantesca spartizione del “Recovery fund”. Del resto se si finanzia il ponte sullo stretto di Messina perché non la Pedemontana? Da 25 anni Rifondazione Comunista si batte contro la distruzione del territorio (anche per effetto della Pedemontana, precedentemente chiamata Pedegronda) e per una visione complessiva e sostenibile dei trasporti e della mobilità che non privilegi il trasporto su gomma. La scelta della Regione Lombardia, fin dai tempi di Formigoni (1995), va in senso opposto. Invece di stabilire collegamenti tra i comuni – migliorando e integrando la rete stradale intercomunale- impone la costruzione di un’autostrada per raccogliere il traffico in transito (con punti di ingresso / uscita molto più distanziati di una superstrada quale avrebbe dovuto essere nei propositi iniziali dei comuni interessati) ma inadatta a risolvere i problemi di mobilità della Brianza. Inoltre la costruzione della Pedemontana introduce nuove problematiche ambientali:• l’attraversamento di una zona tuttora inquinata da diossina,• l’ incremento ulteriore di consumo di suolo, già ora tra i più alti in Italia ,• l’impatto sul territorio pesantissimo perché si attraverseranno (anche per ragioni di costo) aree agricole e/o di notevole valore ambientale. Riteniamo inoltre che le opere accessorie e le compensazioni previste servano più a imbellettare i guasti creati che a rendere sostenibile l’opera. La Pedemontana corrisponde perfettamente ad una visione, superata, dei trasporti basata su gomma e non considera in alcun modo il trasporto delle merci su ferro, il trasporto pubblico e la mobilità dolce. Per il centro-destra lombardo, infatti, “politica dei trasporti” significa “Pedemontana” e nulla più. Per quanto riguarda il trasporto su ferro il confronto con le altre nazioni è impietoso: la Svizzera ad esempio ha terminato le gallerie di base del Gottardo e del Ceneri trasferendo su queste il traffico merci Nord – Sud che si trova però imbottigliato dopo il confine perché la Lombardia non ha mai affrontato seriamente l’adeguamento del tratto Chiasso – Milano e delle altre linee ferroviarie (come la Seregno – Carnate e la Como – Cantù – Lecco).Anche il sistema di trasporto pubblico risente pesantemente di questa politica fallimentare che continua a rinviare, dopo “annunci trionfali”, interventi necessari quali le metrotranvie di collegamento di Cologno Nord con Vimercate e di Milano con Seregno e Limbiate. Per tutti questi motivi Rifondazione Comunista, che si è sempre opposta alla costruzione dell’autostrada Pedemontana, valuta positivamente e sostiene con forza la mobilitazione che attualmente i diversi comitati spontanei ed organizzati stanno portando avanti uniti dalla parola d’ordine: NO PEDEMONTANA.

#nopedemontana #

Rifondazione Comunista – Federazione di Monza e Brianza